Minorenne accusato di lesioni personali viene poi assolto

Minorenne accusato di lesioni personali viene assolto dal Tribunale per i minorenni

N.A., che all’epoca dei fatti aveva poco meno di diciotto anni, veniva rinviato a giudizio davanti al Tribunale per i minorenni per il reato di concorso in lesioni cagionate alla sig.ra B.G.. Durante una pausa dalle lezioni di scuola, N.A. si era recato al vicino bar in compagnia di alcuni amici, ma a causa di un diverbio con la titolare del locale, ossia la sig.ra B.G., il marito ed il figlio di quest’ultima erano intervenuti per cacciare fuori dal locale i ragazzi.

Ne era nato un parapiglia nel corso del quale la sig.ra B.G., colpita alla testa, era caduta a terra e si era procurata una frattura del ginocchio. Piccole contusioni venivano lamentate anche dal marito e dal figlio della signora. I carabinieri intervenivano sul posto ed identificavano N.A., che era rimasto all’esterno del locale ed il cui portafoglio con i documenti d’identità era rimasto nel bar. N.A, chiamava al telefono gli altri suoi compagni che sopraggiungevano e rendevano dichiarazioni ai carabinieri su quanto accaduto.

I carabinieri raccoglievano le denunce e le testimonianze dei gestori del bar, nonché le testimonianze di altri avventori presenti al momento della colluttazione ed un filmato ripreso dalle telecamere di sicurezza poste all’interno del bar.

N.A. veniva rinviato a giudizio perché, nonostante non fosse chiaro se fosse stato lui a colpire le persone offese, secondo l’accusa aveva quantomeno contribuito moralmente all’azione offensiva ai danni di queste ultime.

Dopo un dibattimento nel quale venivano sentiti tutti i testimoni, l’avv. Anselmi, che difendeva l’imputato, chiedeva la sua assoluzione dal momento che, anche a tacere le contraddizioni tra gli altri elementi di prova,  dai filmati acquisiti risultava chiaramente che, al momento in cui la sig.ra B.G. veniva colpita, A.N. si trovava in prossimità della porta d’ingresso del locale intento a discutere con il marito della signora B.G.: dunque era evidente l’assenza di qualsiasi suo contributo materiale alle lesioni riportate da quest’ultima. Inoltre, stante il carattere repentino degli accadimenti, appariva mera congettura sostenere un suo concorso morale con chi aveva colpito la signora.

Per quanto, invece riguardava le lesioni al padre ed al figlio, oltre a mancare la querela, doveva osservarsi che la complessa istruttoria nelle indagini ed in dibattimento non era stata in grado di chiarire la condotta di N.A. nei confronti di tali persone offese.

Il Tribunale dei minori accoglieva le richieste della difesa ed assolveva l’imputato per non aver commesso il fatto.

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