Medico internista accusato di omicidio colposo per errata diagnosi e terapia viene assolto dal Tribunale senza bisogno di perizia medica legale
La dott.ssa C.B., medico ospedaliero di medicina interna, veniva accusata di aver causato per colpa, in cooperazione con altri suoi colleghi, la morte, da shock settico, di una paziente in conseguenza di un’errata diagnosi (edema polmonare secondario a sindrome coronarica acuta) e correlata errata terapia, pur a fronte di esami compatibili con una sepsi in atto, avendo quindi omesso l’esecuzione di alcuni esami specifici (urine e urocultura), sottovalutato le condizioni generali della paziente, omesso, al pari di tutti gli altri medici imputati, di comunicare, al momento delle consegne per cambio turno, l’evoluzione del quadro clinico della paziente.
L’avvocato Muci, in difesa dell’imputata, contestava gli addebiti di colpa formulati dal consulente del Pubblico Ministero sulla base di una scrupolosa lettura della cartella clinica e della cartella infermieristica, offrendo una accurata ricostruzione dei fatti e dei diversi orari e ruoli dei medici coinvolti.
Questo lavoro di revisione documentale da parte della difesa è stato così efficace e incontrovertibile da escludere la necessità dell’esperimento di una perizia dibattimentale poiché la ricostruzione oggettiva del quadro degli accadimenti e degli interventi dei singoli medici in correlazione all’evoluzione delle condizioni della paziente ha consentito di dimostrare l’assenza di responsabilità professionale in capo al medico. L’esperienza maturata in tanti anni di lavoro e la dimestichezza acquisita con la terminologia medica ha reso possibile l’immediata individuazione di tale strategia difensiva vincente.
Il Tribunale ha quindi pronunciato una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.